La propriocezione è il nostro “sesto senso”: è la capacità del nostro corpo di capire qual è la sua posizione nello spazio. E’ un concetto un po’ difficile da comprendere, perciò facciamo subito un esempio per capirlo: chiudete gli occhi, e provate a infilare una mano nella tasca dei pantaloni. Riuscirete probabilmente a farlo senza problemi, ma come avete fatto a mettere la mano subito nel posto esatto senza guardare? L’avete fatto grazie alla propriocezione: milioni di recettori all’interno del vostro braccio segnalano al sistema nervoso ogni piccolo spostamento, permettendo quindi al cervello di ricostruire la posizione del corpo all’interno dello spazio con una precisione altissima. La propriocezione si può allenare (vi sarà capitato di fare una battuta a pallavolo o a tennis e mancare la palla, ma allenandovi ciò succederà sempre meno), ma può anche degenerare, soprattutto in seguito a qualche trauma.
In seguito ad infortuni o patologie il deficit nella propriocezione può portare a instabilità o traumi ulteriori, poiché non controlliamo più correttamente il nostro corpo. Ciò è vero soprattutto nel caso delle instabilità (di spalla, di ginocchio, di caviglia ecc). Panjabi, uno studioso che si è occupato di approfondire questi aspetti, già nel 1992 definiva i 3 pilastri della stabilità:
- Elementi passivi – Ossa, legamenti, capsule articolari sono strutture passive che hanno il compito di fornire una stabilità di base;
- La muscolatura – Componente fondamentale della stabilità, senza una muscolatura forte non siamo in grado di stabilizzare l’articolazione;
- La propriocezione – Non basta che la muscolatura sia forte, abbiamo anche bisogno che si attivi al momento giusto! Posso avere un bicipite o un sottoscapolare enormi, ma se non si attivano esattamente nel momento in cui cado e tardano anche solo di qualche centesimo di secondo, la mia spalla si lusserà comunque.
Notiamo quindi da subito l’importanza del terzo pilastro nel mantenere la stabilità articolare, e abbiamo inoltre detto che possiamo appunto recuperare, allenare e migliorare la propriocezione.
Da qui nasce la Riabilitazione Propriocettiva.
Questo tipo di riabilitazione si fonda sull’esecuzione di esercizi che devono essere il più possibile informativi per il nostro sistema nervoso, per allenare la sua comunicazione con i nostri recettori. Parliamo di esercizi di equilibrio, con superfici instabili, di percezione del corpo ad occhi aperti e chiusi. Tendenzialmente si parte sempre a corpo libero, con esercizi che per l’arto inferiore possono essere di equilibrio o stabilità, mentre per l’arto superiore di controllo e posizionamento corretto del braccio. Il terapista dovrà poi aumentare progressivamente la difficoltà dell’esercizio, aggiungendo sempre più stimoli. Si passerà quindi a esercizi su superfici instabili (tavolette propriocettive, bosu, skimmy, fitball) su due gambe, su una gamba sola e a occhi chiusi, e all’utilizzo di attrezzature instabili (fluiball, slashpipe) per mettere in difficoltà e allenare il sistema recettoriale del paziente. Qui allo studio di fisioterapia Pio X siamo attrezzati con tutti i mezzi per garantire un allenamento e un recupero perfetto e la prevenzione di recidive.
Non esitare a chiamarci se hai avuto una distorsione di caviglia o di ginocchio e senti che la sitiazione non è tornata come prima del trauma, quello potrebbe mancare è proprio la rieducazione propriocettiva.


