Si tratta di una nuova forma di linfodrenaggio creato in brasile dal dottor José Pereira Godoy, angiologo, e da sua moglie Fátima Guerreiro Godoy, fisioterapista occupazionale.
Il metodo Godoy conta con molte pubblicazioni scientifiche, libri e studi a livello internazionale. I Godoy sono un riferimento del continente sudamericano per quanto riguarda la specializzazione nell’area linfonodale. Attualmente questo metodo si sta facendo conoscere anche in Europa.
In cosa consiste il trattamento?
È un metodo di terapia manuale linfatica globale per il trattamento del linfedema e delle patologie linfovenose.
Le terapie che compongono la metodica sono:
- Terapia Linfatica Cervicale
- Terapia Linfatica Manuale
- Terapia Linfatica Meccanica
- Terapia di compressione–contenzione
- Terapia per la pelle
- Educazione del paziente per il mantenimento dei resultati
Il metodo Godoy presenta varie opzioni di trattamento che si adattano a ciascun paziente. Con questa tecnica si migliora la circolazione linfatica nel corto e nel lungo periodo.
Il trattamento si svolge in due fasi: intensiva e fase di mantenimento.
Ogni paziente è diverso, cosi’ come il tempo, l’evoluzione e la presenza o no di fibrosi o di indurimento dell’edema e quindi anche il risultato e l’applicazione variano.
Con un trattamento intensivo si può arrivare ad una riduzione del volume di circa il 10% al giorno e fino al 40/50% in una settimana.
È quindi importante la frequenza e la costanza nell’applicazione del metodo.
Come si esegue: differenze con il metodo Vodder
La principale differenza con il metodo Vodder sta nel tipo di movimento con cui la linfa viene drenata verso le stazioni linfonodali: il movimento è lineare verso le stazioni linfonodali.
Diversamente il metodo Vodder, invece, prevede pompaggi e movimenti circolari o ovali verso le stazioni linfonodali.
La pressione esercitata è la stessa.
Anche le indicazioni e le controindicazioni sono simili al metodo Vodder e la sua applicazione è molto frequente in campo dermatofunzionale.
